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Per me Modena

conferenza stampa 28/9/2017

IL NUOVO GRUPPO “ARTICOLO UNO-MOVIMENTO DEMOCRATICO E PROGRESSISTA/PER ME MODENA” AL SERVIZIODELLA NOSTRA COMUNITA' E DEL PROGETTO DI RICOSTRUZIONE DELLA SINISTRA CITTADINA E NAZIONALE

Ci sono passaggi della storia locale e nazionale che richiedono l’opera comune di chi, senza dimenticare la propria collocazione istituzionale originaria e gli impegni presi con gli elettori, guarda al futuro con generosità, apertura e determinazione.

L’aggregazione dei gruppi di “Articolo UNO-MDPe Per me Modenain Consiglio comunale e nei quartieri di Modena è la prova tangibile che la sinistra democratica può essere ricostruita, in un campo largo e plurale, attraverso l’unificazione delle forze più propriamente politiche con quelle civiche.

Proprio mentre tornano a spirare in Europa venti di un’estrema destra aggressiva e regressiva, anche per incapacità della sinistra tradizionale di contrastare le rovinose politiche di austerity e di proteggere efficacemente le fasce sociali più deboli delle “periferie urbane e sociali”, con la nostra scelta intendiamo lanciare una richiesta di svolta politica ed un messaggio di unità a sinistra.

La diversa collocazione originaria di “Articolo UNO-MDP”, (nel patto di governo) e “Per me Modena” (lista civica locale di minoranza) potrà comportare distinzioni la cui gestione sarà pienamente governabile, facendo uso, con giudizio, di lealtà e di intelligenza politica e di accordi di merito su linee programmatiche già condivise.

Dopo anni in cui la sinistra in Italia, rappresentata sin qui in larga parte da un Partito Democratico che appare sempre più in piena conversione neocentrista, sembra aver smarrito il senso della sua missione storica, noi sentiamo la necessità di un rinnovamento che, per quanto ci riguarda, qui e ora a livello locale,  si pone come sponda istituzionale per tutta quella sinistra - politica, civica, associativa e dei singoli - che si batte contro le drammatiche diseguaglianze nelle condizioni di vita delle nostre comunità e nel Paese.

È dunque necessario: attuare e consolidare il sistema di servizi pubblici di qualità; non privatizzare servizi essenziali; non consentire un ulteriore svalutazione del lavoro; realizzare il principio costituzionale della progressività fiscale anche a livello locale; difendere con coraggio e convinzione l’idea universale di welfare - scuola/sanità e trasporti in primo luogo - allargato alla cultura, allo sport e al tempo libero; non cedere sul fronte della legalità e del contrasto alle mafie; coniugare politiche di sicurezza con la creazione di sistemi di accoglienza sostenibili.
I flussi globali di migranti e profughi, che coinvolgono da vicino anche Modena, non devono essere fonte di paura sociale: la paura che viene strumentalizzata dalle destre va contrastata con politiche culturali e sociali che coinvolgano anche i quartieri, che devono essere decisamente valorizzati.

La diversa fase politica e l’urgenza di procedere a un processo di unificazione della forze di sinistra impone una rinnovata interlocuzione, un nuovo dialogo con l’obiettivo della massima unità possibile, oggi, e soprattutto guardando alle elezioni politiche del 2018, alle amministrative e alle regionali del 2019. Su questo fronte c’è la nostra piena disponibilità verso la costruzione di posizioni comuni anche inedite.

Sentiamo la necessità di plasmare la sinistra in maniera inedita, con nuove proposte sui valori del lavoro, dei diritti, del welfare, dell’ambiente, mediante una rinnovata cultura della convivenza civile, tornando alla nostra vocazione originaria, di chi intende difendere i deboli e la classe media dagli effetti nefasti di una globalizzazione che diviene sempre più finanziarizzazione dell’economia, sottratta al controllo democratico dei popoli.

Alla “grande crisi” che ha impoverito e aumentato il disagio delle cittadine e dei cittadini delle nostre terre si sono aggiunte le scelte di governo sbagliate e inefficaci di questi ultimi anni. Jobs Act, Riforma della Scuola (cosiddetta “Buona Scuola”), calo drastico degli investimenti, abolizione dell’IMU anche ai multimilionari, abbassamento della soglia del contante, bonus distribuiti a pioggia indipendentemente dal reddito, un ondivago atteggiamento nei confronti delle politiche dell’UE e della grande questione “migranti”, etc hanno dilapidato una notevole mole di risorse (più di 30 mld) in tempi, paradossalmente propizi, grazie al Quantitative Easing, al basso spread, al basso costo del petrolio e al buon cambio dollaro/euro.

Da oggi saremo uniti sotto le insegne di quella nuova sinistra che si va costruendo: insieme, nel rispetto delle specificità di ognuno, daremo il nostro contributo perché Modena riprenda il filo di una grande storia fatta di lotte e di buon governo, per garantirne sviluppo e coesione sociale, per non rinunciare al ruolo nazionale che la nostra comunità ha sempre giocato e che non vogliamo vedere ripiegata sul mero amministrativismo conformista dei governi di turno.

Nel resto del mandato ammnistrativo saremo impegnati sui temi fondamentali della vita quotidiana dei e delle modenesi. Povertà, lavoro, salute, istruzione, cultura e ambiente saranno i principali fronti su cui, dialogando con le forze politiche e civiche della sinistra fuori dal Consiglio comunale e dai quartieri, costruiremo le nostre proposte per l’esecutivo e per la discussione pubblica.

Il nuovo gruppo in Consiglio comunale a Modena ha designato Paolo Trande capogruppo e Marco Cugusi e Vincenzo Walter Stella vice-capogruppo.

I consiglieri di quartieri di Modena hanno indicato come coordinatore Nildo Benuzzi.


comunicato stampa 31.07.2017

Gruppo Consiliare

Per me Modena

Modena,31 luglio 2017

 

Comunicato stampa

DA MEMI CAMPANA E MARCO CHINCARINI

PRECISAZIONE DI PER ME MODENA

All’interno di “Insieme: art.1 Mdp-Per me Modena” sarà mantenuta l’autonomia civica del gruppo consigliare, di opposizione all’attuale giunta 

“Al fine di chiare la posizione assunta dal Gruppo, ribadiamo che: PerMeModena non confluisce in art.1Mdp, bensì insieme ad esso costituisce un nuovo gruppo denominato, presumibilmente,Insieme: art.1 Mdp–PerMeModena’, all’interno del quale– viene ribadito da Memi Campana e Marco Chincarini sarà mantenuta lautonomia 'civica' del gruppo consigliare, di opposizione all'attuale giunta.”

Disuguaglianze, welfare, profughi, scuola, piani urbanistici e tutte le tematiche cittadine avranno,come sempre fino ad oggi avvenuto, la nostra valutazione critica sulla base del nostro programma – aggiungono Campana e Chincarini È ormai inderogabile che le forze politiche civiche associative dell'ambientalismo scientifico e della sinistra diffusa si mettano insieme per contribuire a ricostituire il nostro spazio politico-culturale, tenendo conto anche delle formidabili sfide poste dall’attuale momento storico.”

“Il nostro vuole essere un gesto forte e generoso insieme, rivolto al futuro, e dove ci possono essere serie e concrete prospettive di crescita per una sinistra critica. Partendo da quanto fatto in questi anni in Consiglio Comunale e proseguendo cercando di migliorare ulteriormente.”   


Lettera aperta

Care, cari

negli ultimi giorni alcuni organi di stampa locali hanno attribuito a noi, Memi Campana e Marco Chincarini, cioè al gruppo consiliare “Per me Modena”, l’intento di aderire alla neoformazione di sinistra formata da Bersani e altri compagni e amici usciti dal PD renziano.

Poco prima ci era stata attribuito l’ingresso in Sinistra Italiana, prima ancora – l’estate scorsa - eravamo dati per certi nella maggioranza (con grande invidia di Memi, per Marco si congetturava addirittura un assessorato!), e altre sciocchezze consimili.

Della stampa locale è lecito dubitare, perché – come ha avuto occasione di osservare Memi in una intervista alla Gazzetta un mese fa circa – per noi la verità delle cose è un impegno di vita, per loro [giornali] è una merce.

Ma qualche giorno fa, anche sulla Repubblica redazione di Bologna si è scritto che noi “in un secondo momento avremmo aderito” alla neoformazione di Bersani. Allora, dato il salto di qualità e audience giornalistica, ci siamo mossi e, alla nostra cortese ma ferma richiesta di smentita, la redazione ci ha risposto indicandoci gentilmente la fonte (nei confronti della quale vedremo se e come reagire) e impegnandosi a rettificare. Cosa che ha poi fatto puntualmente, e prendiamo atto con piacere.
Svolgiamo qui alcune riflessioni che volentieri vi partecipiamo: 

1. le illazioni di stampa sono, appunto, illazioni, cioè congetture. E sono sbagliate. Lo affermiamo con un misto di insofferenza e ironia sconsolata nel constatare ancora una volta la sciatteria del sistema informativo e mediatico. 

2. il gruppo "per me Modena" rimarrà nella attuale sua posizione di opposizione senza aderire ad alcuna altra formazione politica. Nemmeno a questa nuova risultante dall'unione di 3 consiglieri ex PD, del consigliere di Sel, del consigliere di FaS-SI. È chiaro che se aderissimo al nuovo gruppo consiliare, questo raggiungerebbe i sette componenti e avrebbe un notevole potere condizionante nei confronti della giunta. Anche stamattina sulla stampa si insiste su questo punto. Ma noi non lo faremo.

3. terremo invece, come gruppo consiliare, una attenta collaborazione con i consiglieri della nuova formazione di sinistra in Consiglio, come abbiamo sempre fatto fino ad ora con Sel e Fas.

E il discorso potrebbe finir qui.

Aggiungiamo qualche breve spunto di riflessione.

Il consenso alla nostra lista venne da un'area di sinistra che aveva maturato una profonda ostilità nei confronti del PD - non solo renziano - ma che 

a) non voleva votare il mov5stelle e posizioni di destra 

b) non voleva astenersi perchè ancora affezionata alla partecipazione istituzionale (ma molti l'han fatto poi alle regionali)

c) era in attesa che nel PD avvenisse una "mossa di sinistra", quale quella attuale.

Ma se noi, ora, solo per un moto - importante ma ancora magmatico - di riapertura di una discussione finalmente "libera" a sinistra, i cui contorni sono però ancora in complessa e contraddittoria definizione, ci buttassimo in una qualunque operazione di appoggio a nuove maggioranze cosiddette "spostate a sinistra", oppure giocassimo sulla nostra indubbia posizione di "ago della bilancia" (la maggioranza potrebbe avere bisogno di almeno uno dei nostri voti), o ci precipitassimo in una per quanto dignitosa e rispettabile, nuova formazione a sinistra, faremmo un errore.

Noi non intendiamo commetterlo.

Anche perché lungo sarà il cammino di un ritorno di fiducia nella sinistra, ed è bene che una formazione come la nostra rimanga per quanto possibile un luogo "neutro" di discussione, per quanto nel solco della critica al neoliberismo e al capitalismo finanziario "di rapina", della lotta alle diseguaglianze e alla guerra.

E, in ogni caso, è venuto il momento che riprenda anche la discussione su cosa possa rappresentare questa nostra presenza nel quadro politico sociale modenese e come possa operare al meglio possibile fino alla fine del mandato.

A presto

Memi Campana e Marco Chincarini


NO al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016

PermeNoDi che cosa parliamo quando parliamo di Costituzione?

Le Costituzioni sono l'esito di una pressione di secoli per limitare il potere assoluto, dal momento che sempre il potere pubblico, della pubblica amministrazione, dello Stato, si esercita come potere sugli uomini, sulla vita altrui.
Ricordiamo il monito degli illuministi e dei liberali, e dilatato dal movimento operaio a una dimensione economico-sociale: sempre più potere su di sé, sempre meno potere sugli altri.
C'è una voracità nel potere che la storia dimostra e che il costituzionalismo imbriglia.
Infatti, non dalla benevolenza dei potenti ci aspettiamo benessere e sicurezza, bensì dall'assoggettamento dei poteri pubblici, prima allo stato di diritto, poi alla democrazia, oggi alla democrazia costituzionale.
Questo è ciò che avevano in mente i padri costituenti.
Da questa consapevolezza e dal fatto epocale della guerra, trassero l'ispirazione profonda che pervade la carta repubblicana e ne assicura lo sguardo lungimirante.

Qualcuno, negli ultimi venti venticinque anni, rovesciando secoli di lotte e progressi sociali, ha parlato al contrario di voracità dei diritti sociali, del welfare, che sarebbe, esso, il responsabile dei debiti pubblici sovrani.