Questo sito utilizza i cookie al solo scopo di una corretta navigazione attraverso le varie sezioni e pagine che lo compongono. Non vengono utilizzati cookie per raccogliere informazioni di alcun tipo sugli utenti che navigano nel sito, né cookie, nemmeno di terze parti, per inviare messaggi promozionali personalizzati.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie per lo scopo indicato.

Newsletter

Inserisci la tua mail per iscriverti alla newsletter

Tag Cloud

Sostegno allo studio Trasporto gratuito Energie per la vita Associazioni per la Mobilita Nuova di Modena Coalizione Garante Coordinamento Registro Forze politiche Bicicletta Lista Matrimoni gay contratti all'estero bisessuali Inquinamento Richieste Gratuità del trasporto per le uscite didattiche Strumenti Persone Memoria Sostenibilità

Per me Modena

Lettera aperta

Care, cari

negli ultimi giorni alcuni organi di stampa locali hanno attribuito a noi, Memi Campana e Marco Chincarini, cioè al gruppo consiliare “Per me Modena”, l’intento di aderire alla neoformazione di sinistra formata da Bersani e altri compagni e amici usciti dal PD renziano.

Poco prima ci era stata attribuito l’ingresso in Sinistra Italiana, prima ancora – l’estate scorsa - eravamo dati per certi nella maggioranza (con grande invidia di Memi, per Marco si congetturava addirittura un assessorato!), e altre sciocchezze consimili.

Della stampa locale è lecito dubitare, perché – come ha avuto occasione di osservare Memi in una intervista alla Gazzetta un mese fa circa – per noi la verità delle cose è un impegno di vita, per loro [giornali] è una merce.

Ma qualche giorno fa, anche sulla Repubblica redazione di Bologna si è scritto che noi “in un secondo momento avremmo aderito” alla neoformazione di Bersani. Allora, dato il salto di qualità e audience giornalistica, ci siamo mossi e, alla nostra cortese ma ferma richiesta di smentita, la redazione ci ha risposto indicandoci gentilmente la fonte (nei confronti della quale vedremo se e come reagire) e impegnandosi a rettificare. Cosa che ha poi fatto puntualmente, e prendiamo atto con piacere.
Svolgiamo qui alcune riflessioni che volentieri vi partecipiamo: 

1. le illazioni di stampa sono, appunto, illazioni, cioè congetture. E sono sbagliate. Lo affermiamo con un misto di insofferenza e ironia sconsolata nel constatare ancora una volta la sciatteria del sistema informativo e mediatico. 

2. il gruppo "per me Modena" rimarrà nella attuale sua posizione di opposizione senza aderire ad alcuna altra formazione politica. Nemmeno a questa nuova risultante dall'unione di 3 consiglieri ex PD, del consigliere di Sel, del consigliere di FaS-SI. È chiaro che se aderissimo al nuovo gruppo consiliare, questo raggiungerebbe i sette componenti e avrebbe un notevole potere condizionante nei confronti della giunta. Anche stamattina sulla stampa si insiste su questo punto. Ma noi non lo faremo.

3. terremo invece, come gruppo consiliare, una attenta collaborazione con i consiglieri della nuova formazione di sinistra in Consiglio, come abbiamo sempre fatto fino ad ora con Sel e Fas.

E il discorso potrebbe finir qui.

Aggiungiamo qualche breve spunto di riflessione.

Il consenso alla nostra lista venne da un'area di sinistra che aveva maturato una profonda ostilità nei confronti del PD - non solo renziano - ma che 

a) non voleva votare il mov5stelle e posizioni di destra 

b) non voleva astenersi perchè ancora affezionata alla partecipazione istituzionale (ma molti l'han fatto poi alle regionali)

c) era in attesa che nel PD avvenisse una "mossa di sinistra", quale quella attuale.

Ma se noi, ora, solo per un moto - importante ma ancora magmatico - di riapertura di una discussione finalmente "libera" a sinistra, i cui contorni sono però ancora in complessa e contraddittoria definizione, ci buttassimo in una qualunque operazione di appoggio a nuove maggioranze cosiddette "spostate a sinistra", oppure giocassimo sulla nostra indubbia posizione di "ago della bilancia" (la maggioranza potrebbe avere bisogno di almeno uno dei nostri voti), o ci precipitassimo in una per quanto dignitosa e rispettabile, nuova formazione a sinistra, faremmo un errore.

Noi non intendiamo commetterlo.

Anche perché lungo sarà il cammino di un ritorno di fiducia nella sinistra, ed è bene che una formazione come la nostra rimanga per quanto possibile un luogo "neutro" di discussione, per quanto nel solco della critica al neoliberismo e al capitalismo finanziario "di rapina", della lotta alle diseguaglianze e alla guerra.

E, in ogni caso, è venuto il momento che riprenda anche la discussione su cosa possa rappresentare questa nostra presenza nel quadro politico sociale modenese e come possa operare al meglio possibile fino alla fine del mandato.

A presto

Memi Campana e Marco Chincarini


NO al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016

PermeNoDi che cosa parliamo quando parliamo di Costituzione?

Le Costituzioni sono l'esito di una pressione di secoli per limitare il potere assoluto, dal momento che sempre il potere pubblico, della pubblica amministrazione, dello Stato, si esercita come potere sugli uomini, sulla vita altrui.
Ricordiamo il monito degli illuministi e dei liberali, e dilatato dal movimento operaio a una dimensione economico-sociale: sempre più potere su di sé, sempre meno potere sugli altri.
C'è una voracità nel potere che la storia dimostra e che il costituzionalismo imbriglia.
Infatti, non dalla benevolenza dei potenti ci aspettiamo benessere e sicurezza, bensì dall'assoggettamento dei poteri pubblici, prima allo stato di diritto, poi alla democrazia, oggi alla democrazia costituzionale.
Questo è ciò che avevano in mente i padri costituenti.
Da questa consapevolezza e dal fatto epocale della guerra, trassero l'ispirazione profonda che pervade la carta repubblicana e ne assicura lo sguardo lungimirante.

Qualcuno, negli ultimi venti venticinque anni, rovesciando secoli di lotte e progressi sociali, ha parlato al contrario di voracità dei diritti sociali, del welfare, che sarebbe, esso, il responsabile dei debiti pubblici sovrani.


Quartieri: dalla giunta ancora nessun progetto

Quartieri

 

QuartieriIl consigliere Benuzzi ('Per me Modena') a due anni e mezzo dall'insediamento
«C' è stato un cambio di assessore, ma non un cambio di passo»
Un tema difficile da gestire, tanto da aver portato all' unico (almeno fino ad ora) cambio nella giunta di Gian Carlo Muzzarelli. Perché a quasi due anni e mezzo dalla loro nascita, i quartieri - eredi delle vecchie circoscrizioni, ma con consiglieri nominati dai partiti e soprattutto con molti poteri in meno rispetto a prima - sono ancora una creatura ibrida: se lo sforzo fatto dall' amministrazione Pighi e da quella attuale per portare